Saluto romano, perché si chiama così

Saluto romano, perché si chiama così

Che cos'è il "saluto romano"

Il “saluto romano” consiste nello stendere il braccio destro teso alzato con le dita della mano unite.

saluto romano
Benito Mussolini onora un ufficiale fascista con il saluto romano
(Image courtesy by MEISTERDRUCKE) (C) Achille Villani

L'origine del saluto romano: un'analisi storica

Il saluto romano, comunemente associato al fascismo italiano, ha una storia e un'evoluzione che meritano una riflessione approfondita. Contrariamente a quanto spesso si crede, il gesto non ha radici nell'antica Roma, ma è stato piuttosto un'invenzione moderna.

Non esiste infatti alcuna testimonianza artistica dell'antica Roma – che si tratti di sculture, monete o affreschi – che rappresenti un saluto simile a quello adottato dai fascisti e dai nazisti.

Il gesto di sollevare la mano destra, o alzare il braccio, esisteva nella cultura romana, ma con significati differenti. Nell'antichità, alzare la mano destra era un simbolo di onore, fedeltà, amicizia e lealtà, o semplicemente un modo per salutare; e quando erano gli imperatori, o comunque le autorità a farlo, il saluto non veniva quasi mai ricambiato dalle folle. In queste occasioni, inoltre, il braccio non era mai teso completamente, e la mano non aveva mai le dita unite ed il palmo rivolto verso il basso, come invece avviene per il saluto fascista. Spesso era l’imperatore ad alzare leggermente il braccio, ma solo come gesto per indicare un augurio o un discorso rivolto ai legionari, con il palmo della mano verticale e le dita aperte. Basti pensare all’Augusto di Prima Porta (I secolo d.C.), statua in marmo bianco raffigurante un generale vittorioso che si rivolge alla folla con il braccio leggermente alzato, oppure all’Arringatore (I secolo a.C.), che presenta lo stesso gesto del braccio nell’intento di attirare l’attenzione del pubblico prima di cominciare a parlare.

"Augusto di Prima Porta" (I secolo d.C.)
(Image courtesy by Wikimedia Commons)

 

"Arringatore" (I secolo a.C.)
(Image courtesy by Wikimedia Commons)

Un'invenzione moderna

L'idea che il saluto romano fosse utilizzato dai cittadini della Roma antica è stata smentita da numerosi studi storici. Gli antichi romani, infatti, non praticavano questo tipo di saluto. L'immagine del braccio destro alzato con il palmo aperto è un'invenzione visiva del XIX secolo, utilizzata principalmente in rappresentazioni artistiche e teatrali.

Secondo lo storico Martin Winkler, la convinzione che nell'antica Roma ci si salutasse con il braccio destro teso verso l'alto o parallelo al suolo si è affermata in tempi moderni, particolarmente dalla fine del Settecento. Diversi storici, tra cui lo stesso Winkler, ritengono che questa credenza sia stata influenzata da dipinti neoclassici come "Il giuramento degli Orazi" di Jacques-Louis David (1784) o "Ave Caesar! Morituri te salutant" di Jean-Léon Gérôme (1859), i quali rappresentavano o reinterpretavano figure leggendarie e vicende tipiche dell'epoca romana, con un'accuratezza variabile.

saluto romano
"Il giuramento degli Orazi" di Jacques-Louis David (1784) (Image courtesy by Wikimedia Commons)
saluto romano
"Ave Caesar! Morituri te salutant" di Jean-Léon Gérôme (1859) (Image courtesy by Wikimedia Commons)

Un gesto simile a quello del saluto fascista è visibile anche nella statua di Jean Sylvain Bailly (astronomo, matematico, politico e letterato francese del XVIII secolo, primo sindaco di Parigi e primo presidente dell'Assemblea Nazionale di Francia), conservata alla "Salle du Jeu de Paume" a Versailles (Francia).

Statua di Jean Sylvain Bailly, René de Saint-Marceaux, opera in marmo, Salle du Jeu de paume - Versailles.
(Image courtesy by Wikimedia Commons)

Inoltre, fino alla fine degli anni Trenta / inizio anni Quaranta del '900, nelle scuole degli Stati Uniti, durante il giuramento di fedeltà alla bandiera (il celebre “Pledge of Allegiance”), si tendeva il braccio destro con il palmo rivolto verso il basso. Secondo il ricercatore statunitense Rex Curry, il saluto adottato da nazisti e fascisti, deriverebbe proprio da questo gesto. Tant'è che con l'emergere dei regimi autoritari in Europa, gli Stati Uniti decisero di sostituirlo con una mano sul cuore per evitare controversie.

Giovani scolari di Southington, Connecticut (USA) prestano giuramento di fedeltà alla bandiera, nel maggio 1942.
(Image courtesy by CNN) (C) LOC - Library of Congress

Il primo "saluto romano" nel cinema italiano apparve in Cabiria di Giovanni Pastrone (1914), un grande colossal del cinema muto italiano con didascalie scritte da D'Annunzio. Durante il Ventennio, questo gesto si diffuse nella propaganda fascista anche grazie a film come Scipione l'Africano di Carmine Gallone (1937).

Manifesto del film "Cabiria" (1914) di Giovanni Pastrone
(Image courtesy by Wikimedia Commons)
Manifesto del film "Scipione l'Africano" (1937) di Carmine Gallone

La diffusione nel fascismo

Il saluto romano fu adottato dal regime fascista di Benito Mussolini all'inizio del XX secolo come simbolo di potere e di ritorno ai fasti dell'Impero Romano. Mussolini vide nel gesto un modo per creare un legame simbolico con l'antica Roma e promuovere un senso di identità e continuità storica. Da qui, il saluto romano divenne un elemento distintivo delle parate e delle manifestazioni fasciste, e successivamente fu adottato anche da altri regimi totalitari, come quello nazista in Germania.

L'equivoco storico

La convinzione che il saluto romano abbia radici antiche è frutto di un equivoco storico. Questo malinteso è stato alimentato dalle rappresentazioni artistiche e dai film del XIX e XX secolo, che spesso raffiguravano gli antichi romani utilizzando il saluto come segno di rispetto e deferenza. Tuttavia, non ci sono prove storiche concrete che confermino l'uso del gesto nell'antica Roma.

Conclusione

In definitiva, il saluto romano è un'invenzione moderna che ha trovato il suo posto nella storia attraverso la propaganda e l'arte. È un esempio di come i simboli possano essere creati, reinterpretati e adottati per servire scopi politici e ideologici. Comprendere l'origine e l'uso di questo gesto è fondamentale per evitare di perpetuare miti e per riconoscere l'importanza della storia nel contesto della nostra società contemporanea.

Clicca per votare questo post
[Totale: 3 Media: 5]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *